La Pita dei Dimenticati

Alessandria del Carretto non è il paese della Pita, di Radicazioni, delle zampogne, organetto e Tarantelle…è solo il paese dei Dimenticati, si, il noto documentarista Vittorio de Seta lo aveva capito già nel 1959.

Alessandria del Carretto

5 febbraio 2014 – Foto di Carmine Adduci – Alessandria del Carretto

Venne infatti non per filmare la ritualità della Pita ma per denunciare un paese isolato, dimenticato da tutto e da tutti. Lo spiega chiaramente nel commento “opportunamente” tolto nella raccolta-rieditata “Il mondo perduto” della Feltrinelli. Nel commento descrive una comunità appartenente ad un mondo spento, arcaico, dimenticato, parla di un paese condannato, di una strada in sfacelo, un paese in balia di un sortilegio, della tecnica che si arrende alle alluvioni e alle frane, di una comunità che da secoli attende la speranza. Siamo nel 2014 ma ad Alessandria il tempo sembra essersi fermato a 50 anni fa.

pita
Dietro i volti baciati dal sole estivo ci sono ombre di solitudine, isolamento e abbandono. Dietro le cartoline colorate di spot pubblicitari del paese mare/monti, della tradizione dei suoni e delle ritualità ci sono persone reali che vivono un disagio inquietante. Disagi dovuti alla precaria assistenza sanitaria e sociale, alla quasi totale assenza di servizi, dall’assenza dei più comuni mezzi di informazione. Sono giorni che il paese è isolato e i mass media hanno solo fatto dei piccoli accenni alla situazione. La strada è franata in più punti e i disagi aumenteranno sicuramente nel tempo. Il paese si sta sfaldando in tutti i sensi, non ha più certezze nel futuro, la rilassatezza delle feste sembra quasi provocare un camuffamento della realtà, siamo proprio noi dell’Associazione F. Vuodo a scrivere questo pensiero, noi che da dieci anni organizziamo Radicazioni facciamo autocritica.
La realtà della comunità è ben diversa dalla realtà artefatta delle feste. Dopo i fatti di “cronaca orografica”, ci sentiamo in forte imbarazzo nei confronti della nostra comunità, vogliamo denunciare lo stato di estremo abbandono e isolamento che ha posto Alessandria del Carretto ai margini di ogni logica del vivere civile, di una vita fatta di diritti e doveri. Gli alessandrini che partono compiono scelte sofferte e contrastate, a volte mai capite da chi resta. Noi siamo per l’agire collettivo. Chiediamo a tutti di unirsi alla nostra lotta, una lotta comune.

Associazione Culturale Francesco Vuodo-RADICAZIONI

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Un commento

  1. Poter contare sull’appoggio e la comprensione di persone lontane da Alessandria ci riempie di gioia!

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